Scuola Secondaria di 1° grado "Antonio Chionna" - Lizzano (TA)

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Bullismo

2010/2011 > Iniziative e concorsi a.s. 2010-2011 > Venerdì culturali

IL BULLISMO: PREVENZIONE ED INTERVENTI EDUCATIVI


Venerdì 8 aprile le classi terze si sono recate nell’Aula Magna per parlare di bullismo. Dopo aver visionato un cortometraggio realizzato da una scuola leccese, la prof.ssa Caforio ha fatto riflettere i ragazzi su quanto visto, esortandoli ad esprimere le loro considerazioni e raccontare le loro esperienze.
Ecco le riflessioni di alcuni nostri alunni.

Si parla di bullismo quando qualcuno fa il prepotente o cerca di fare del male agli altri, non solo fisicamente ma anche psicologicamente. I bambini, i ragazzi, imparano a comportarsi da bulli dai genitori, dai loro fratelli o dai coetanei che frequentano.
L’intenzione del bullo è quella di spaventare, di mettere paura, perché in questo modo si sente grande e forte; è un modo per dire agli altri che è potente, che ha successo, che tiene tutto e tutti sotto controllo. In realtà spesso è una persona debole, che ha delle difficoltà, che non sta bene con se stessa e con gli altri.
E se qualche ragazzo vede un amico che viene picchiato o insultato lo deve consolare perché si sente solo e triste, ma anche denunciare l’accaduto.
Difficilmente un ragazzo confessa di aver subito violenza, ma bisogna avere il coraggio di farlo in modo che si possa trovare una soluzione con l’aiuto della famiglia e degli insegnanti, per far sì che queste situazioni non si verifichino più
.
(Miriam Barbati 3^D)


Il bullismo, secondo me, è un fenomeno con cui più o meno tutti siamo venuti a contatto, direttamente o indirettamente. È solo un atto di vigliaccheria su cui non si possono spendere delle belle parole. Infatti il bullismo è una delle più brutte esperienze che possa vivere un adolescente, perché durante l’età dell'adolescenza in un ragazzo si formano il carattere e la personalità che poi avrà da grande e tutto ciò che ci capita in questo momento della vita ci accompagnerà anche nel futuro.
Le vittime del bullismo sono spesso insicure e sole, aspetti del carattere che si accentuano quando si è presi di mira da un bullo.
Però, secondo me, il bullo è proprio quella persona che è ancora più insicura e sola e dà fastidio agli altri ragazzi solo per rendersi "popolare" nei confronti delle persone che lo stanno a guardare; e se in un qualsiasi momento queste persone vengono a mancare, il bullo non ha più motivo di maltrattare gli altri.
Quindi tutte le persone che assistono ad un atto di bullismo su una persona che - per vari motivi - non si può difendere, non devono aver paura di parlare perché, quando tutto viene allo scoperto, il bullo rimane da solo e tutti i suoi complici si tirano indietro.
Solo combattendo l’omertà è possibile far cessare questi atti di bullismo e far vivere più in pace la nostra societ
à.”
(Pasquale Bucci 3^D)


Il bullismo è un fenomeno presente nella nostra società e che riguarda soprattutto i ragazzi, ma anche i bambini della scuola primaria.
Il bullismo è spesso la conseguenza di un malessere che, la maggior parte delle volte, si presenta in famiglia. Molte persone nascondono la loro sofferenza e poi la sfogano offendendo, maltrattando, picchiando, minacciando chi è più debole.
Il bullismo può manifestarsi con maltrattamenti fisici e psicologici:
Quelli fisici provocano danni che, con il passare del tempo, possono andare via;psichici possono provocare danni più profondi, perché feriscono la persona facendola chiudere in se stessa, facendola estraniare da tutti e da tutto.

A mio parere il bullo vuol essere sempre al centro dell’attenzione, crede di essere superiore agli altri e, quando vede un indifeso, corre subito a maltrattarlo.
Le sue azioni sono consentite da chi sa e tace, da chi osserva e non ha il coraggio di denunciare ciò che avviene o – peggio ancora – si fa complice per moda e per paura di essere anche lui una vittima
.”
(Roberta Lombardi 3^D)


Il bullismo è – senza dubbio – un fenomeno sempre più diffuso nel contesto scolastico di qualunque ordine e grado. Proprio per questo motivo, oltre ad affrontare l'argomento nelle singole classi, abbiamo deciso di coinvolgere gli alunni della classi terze in una riflessione più ampia che permettesse loro di confrontarsi e di portare la propria esperienza.

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