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La nostra gita nella città di Lecce
impressioni e considerazioni da parte degli alunni della classe 1^ C
Il 13 Dicembre scorso, la nostra scuola ci ha portati a visitare Lecce ed i presepi in cartapesta.
Il viaggio in autobus è durato un po’ più di un’ora e durante il breve viaggio abbiamo potuto ammirare i bellissimi ulivi e muretti a secco che costeggiano la nostra campagna. Dalle parti di
Manduria la guida ci ha mostrato le massicce e possenti "Mura Messapiche". Arrivati a Lecce
abbiamo visto "Porta Napoli" l’Arco di Trionfo di Carlo V, realizzato in pietra leccese con due colonne, capitelli e un triangolo sopra con un’aquila scolpita. La guida ci ha detto che tale Arco di
Trionfo è uno dei più alti in Italia e serviva per accogliere il re con i suoi soldati vittoriosi dalle guerre. Abbiamo proseguito per il "Teatro Politeama", prima molto piccolo, poi fatto ingrandire, anch’esso in pietra leccese con forme neoclassiche èd ancora attivo. Mentre camminavamo abbiamo visto diversi balconi con al di sotto delle cariatidi raffiguranti guerrieri ed animali. La pietra leccese è veramente molto duttile e friabile ed ha reso possibile opere così pregevoli. Siamo poi arrivati in una bellissima piazza dove c’è il Duomo dedicato a Maria SS. Assunta costruita una prima volta nel 1144, poi nel 1230 per essere completamente ricostruita nel 1659 dall’architetto Giuseppe Zimbalo (detto "lo Zingarello"). La maggior parte delle opere artistiche leccesi sono in stile "Barocco", difatti Lecce viene definita la "Signora del Barocco", ed è proprio questo stile artistico che caratterizza le guglie, i portali, le chiese, i monumenti e le abitazioni del centro storico. Il Duomo presenta due ingressi, quello principale sul lato sinistro e l’altro che guarda l’entrata della piazza. La facciata principale è molto semplice rispetto all’ingresso secondario che rappresenta uno dei capolavori del barocco leccese con la statua di Sant’Oronzo tra le due statue di San Giusto e San Fortunato. Dentro lo spazio è diviso in tre navate con pilastri a semicolonne, ci sono anche diversi altari e un grande presepe che stavano finendo di sistemare.
All’esterno insieme al Duomo c’è il Campanile e i Palazzi del Vescovado e del Seminario che contribuiscono a rendere tutto molto bello, uno spettacolo fuori da ogni tempo.
La parola Barocco così come poi in classe ci ha spiegato la nostra insegnante di Arte ed Immagine deriva da "perla non perfettamente sferica, irregolare, anomala" e sta ad indicare uno stile artistico alquanto bizzarro, che si sviluppò in Italia, in particolare a Roma tra la fine del 1500 ed il 1600 e coincise con la "Controriforma". Gli architetti e scultori dell’epoca per ciascuna chiesa progettata cercavano di realizzare un disegno concreto unitario tra scultura ed architettura, soprattutto con le tante decorazioni, dipinti e statue volevano suscitare forti emozioni nei fedeli affinché si avvicinassero definitivamente al Cattolicesimo.
Procedendo lungo le vie di Lecce siamo poi arrivati davanti alla facciata della Basilica di Santa Croce considerata il capolavoro del Barocco leccese ed anche se c’erano le impalcature perché in fase di restauro, mi è sembrata un vero e proprio ricamo. Anche nel progetto e direzione ai lavori della Basilica di Santa Croce costruita tra il 1500 ed il 1600 c’è l’intervento di Giuseppe Zimbalo.
La facciata si divide in tre sezioni: la prima procede dalla gradinata fino alla balaustra, la seconda dalla balaustra al cornicione, la terza dal cornicione sino al fastigio. I mensoloni in alto sono scolpiti in forme umane, animali e fantastiche che sorreggono la balaustra, anch’essa fittamente decorata, oltre la quale si sviluppa la parte superiore della facciata con al centro un bellissimo rosone.
L’interno si sviluppa a croce latina e risulta molto più semplice e raffinato nelle decorazioni rispetto al Duomo.
Dopo siamo andati a Piazza Sant’Oronzo che è la principale piazza di Lecce dalla caratteristica pavimentazione a mosaico dove è rappresentato lo stemma della città. Dal 1656 la piazza è intitolata al Santo patrono della città, a lui è dedicata la statua che si erge sulla colonna posta al centro della piazza e che lo raffigura nell’atto di benedire la città. Insieme alla colonna di Sant’Oronzo nella stessa piazza c’è il Palazzo del Sedile, ex sede del Municipio ed adibito oggi per ospitare mostre d’arte ed esposizioni e l’antica Chiesa di San Marco, ricordo di un insediamento veneto. Soprattutto nella stessa piazza mi è rimasto impresso l’Anfiteatro romano che venne costruito nel II secolo d.C. per intrattenere, con gli spettacoli qui rappresentati, i soldati che erano stanziati nei pressi della città. All’interno dell’Anfiteatro stavano costruendo in dimensioni reali un presepe. Per finire abbiamo visitato il mercatino per vedere e comprare qualche oggettino in cartapesta e da lì abbiamo raggiunto gli autobus che ci hanno riaccompagnato a Lizzano.